Giovedì 20 Marzo 2008
Per riempire il vuoto...
musica

...di questi giorni, il genio (assoluto, in questo caso) di Elio e le Storie Tese, featuring Maccio Capatonda.

Ah, è cambiata la favicon, e, se avete gli strumenti adatti, c'è anche un web clip. Mi servirà...

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tuffo di ivanhawk | 17:43 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Lunedì 18 Febbraio 2008
Credo che si tratti di un meme
musica

Allora, sono tre giorni che, ogni volta che guardo qualcosa su internet, mi imbatto in un modo o nell'altro in varie versioni di Mamma Roma di Remo Remotti.

Ne ha parlato Vertigo, pubblicando il video che vedete qui sopra, anche se poi l'ha cancellato. E stamattina, trovo su inkiostro, tre versioni diverse della stessa canzone: quella di Remotti, una versione 'bolognese' e una versione (geniale) geek, intitolata Mamma Ram. I link per sentirle e scaricarle li trovate da lui.

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tuffo di ivanhawk | 11:48 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Giovedì 7 Febbraio 2008
L'eccezione
musica

Da che ascolto musica, ho imparato una grande verità su Bob Dylan: senza nulla togliere alla sua grandezza, nella maggioranza dei casi le sue canzoni sono più belle se eseguite da altri - valgano per tutti i due esempi più classici, All along the watchtower magnificamente suonata (in tutti i suoi strumenti) da Hendrix e Knockin' on Heaven's door nella cafonissima ma splendida versione Guns'n'Roses (ancora mi viene la pelle d'oca a pensare quando Axl urla al pubblico del Freddie Mercury Tribute 'Let's make this one reach the heaven!').
Ebbene, ogni regola ha la sua eccezione: Lexi ci mette a disposizione una versione unplugged proprio di Knockin' on Heaven's door (il link per scaricarla lo trovate sul post) eseguita a Avril Lavigne. E nonostante io adori le versioni acustiche, qui quello che si sente qui è solo la grandezza della composizione di Dylan.
L'esecuzione? Diciamo che io che suono quella canzone con la chitarra a casa, voce femminile a parte, non la faccio peggio...

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tuffo di ivanhawk | 11:35 | permalink | commenti (1) | trackback (0)

Lunedì 14 Gennaio 2008
RIAA? Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
musica
Converting music CDs to audio files on a computer is unapproved and therefore illegal, the Recording Industry Association of America has said (PDF) in a brief ahead of a crucial Arizona lawsuit.

Se i giudici fossero solo vagamente seri, la risposta sarebbe solo una sonora pernacchia. Vedremo...

(via inkiostro, a sua volta via electronista)

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tuffo di ivanhawk | 10:52 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Domenica 13 Gennaio 2008
All in all is all we all is
musica

MTV sta trasmettendo l'unplugged dei Nirvana.

E io, a 13 e rotti anni di distanza, ho ancora i brividi a sentire All apologies.

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tuffo di ivanhawk | 20:00 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Domenica 2 Dicembre 2007
...e un giorno potrai dire: "Io c'ero."
musica

Ora, fate come volete, ma il Boss è il Boss.
Spiego meglio: ieri sera, in macchina su Via Candia. Dalla radio, la registrazione del concerto di Milano di mercoledì scorso (quello a cui avevo deciso di non andare). Quart'ultima canzone: Thunder Road. Non credevo fosse possible, ma ho avuto i brividi lungo la schiena per tutta la canzone.
Nonostante fossi in macchina.
Nonostante stessi guidando.
Nonostante stessi ascoltando una registrazione di qualità poco più che sufficiente, per di più ricampionata in AAC.
Nonostante tutto questo ho avuto i brividi. E ho deciso una cosa.

Il 25 giugno devo essere a San Siro, salvo che il biglietto nopn sia davvero proibitivo.
E non solo per poter dire "io c'ero".

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tuffo di ivanhawk | 18:57 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Sabato 3 Novembre 2007
Ok, il prezzo è giusto? Sicuri sicuri?
musica

Ok, sembra che la rivoluzione sembra essersi risolta in una triste bolla di sapone: i Radiohead pubblicheranno, con l'etichetta XL, il loro In rainbows nei negozidq1t45, probabilmente nei primi giorni di dicembre, in coincidenza della distribuzione del lussuoso discbox che avevano messo in vendita insieme alla versione digitale dell'album.

E mi trovo a malincuore costretto a quotare inkiostro: non è che siamo stati tutti bellamente presi in giro da una (ottima, almeno dal loro punto di vista)operazione di marketing più o meno virale?
Peccato, davvero.

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tuffo di ivanhawk | 10:17 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Lunedì 22 Ottobre 2007
Pop muzik, 80s style
musica

La mia recente passione per MTV Gold alle volta mi solleva interrogativi inquietanti.

Ad esempio: che cosa ci fa Andy Warhol - che oltretutto cita Subterranean Homesick Blues di Dylan - in un video dei Curiosity Killed the Cat?

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tuffo di ivanhawk | 08:53 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Venerdì 12 Ottobre 2007
Preoccupazioni
musica

Non so se devo iniziare a preoccuparmi. Sono circa 10 giorni che, quando guardo la tv sto spessissimo su MTV Gold o su VH1. E mi esalto a vedere vecchi video.
Secondo voi è regolare il revival a 30 anni?

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tuffo di ivanhawk | 15:00 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Mercoledì 10 Ottobre 2007
Ok, il prezzo è giusto
musica

Oggi è il 10 ottobre. Oggi inizia una rivoluzione, che potrebbe cambiare radicalmente il mondo della musica come lo conosciamo.
Immagino che tutti e 30 (più o meno) lettori che ogni giorno si accalcano da queste parti sappiano di cosa sto parlando, perciò la farò breve con i fatti e mi dilungherò con la opinioni: oggi i Radiohead pubblicano il loro nuovo album, intitolato In Rainbows e lo distribuiscono solo via internet. Una scelta dettata dalla mancanza di un contratto con un casa discografica, ma anche – credo io – da una precisa scelta ideologica. Di questo disco esistono due versioni: una che costa 40 sterline e che comprende l'album, (in cd e doppio vinile, una cd di extra, un libro e un sacco di altre cose, che viene spedito a casa e una versione solo digitale che si può scaricare con un'offerta libera. Avete letto bene: offerta libera.
Ed è questa la rivoluzione. In un periodo in cui la più grande major del disco ( e non solo) ritira i propri prodotti da quello che è al momento il più grande negozio online (sto parlando di Vivendi-Universal-NBC e iTunes), mascherando la propria avidità (5 dollari per un puntata di Heroes? ma voi siete strafatti!) dietro la pirateria, un gruppo di grande successo decide di sparigliare. Ok, sono senza contratto, ma credo che una scelta di questo genere permetta ai Radiohead di continuare a produrre la propria musica anche senza il supporto di una major che impone regole, prezzi, lacci e lacciuoli contrattuali.
Mi auguro dal profondo che questa operazione (rischiosa di sicuro, affascinante altrettanto) porti nella casse di Thom Yorke e soci un sacco di soldi, e che molti altri seguano l'esempio, e vorrei davvero vedere come sarebbe un mondo in cui le case discografiche contano molto meno di oggi.

Ovviamente, anche se non sono un fan sfegatato dei Radiohead, ho messo le mie brave cinque sterle in questa giusta causa. E se anche questo disco mi farà schifo sarò comunque contento. E aggiungo che chi pirata questo disco è un idiota che si merita di pagare 20 e passa euro per un cd.

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tuffo di ivanhawk | 12:11 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Lunedì 10 Settembre 2007
Non ce l'ho proprio fatta
musica

E sì che ero anche riuscito a superare il traffico sul server di ticketone. Avevo fatto la registrazione, ero entrato nella schermata giusta e i biglietti risultavano ancora disponibili.

Ma 70 euro per il biglietto più economico per il concerto di Springsteen proprio non ce l'ho fatta. A conti fatti spenderei meno ad andare a Parigi che a Milano. E la cosa mi fa rodere non poco.

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tuffo di ivanhawk | 13:47 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Mercoledì 29 Agosto 2007
Radio nowhere
musica

radionowhere.jpgPrendete un gruppo di vecchi amici che suonano insieme da più di trent'anni, chiudeteli in una sala prove e lasciateli suonare. Il risultato sarà una scossa di robustissimo rock'n'roll dritto, semplice ed efficace. Sto parlando di Radio Nowhere, nuovo singolo di Bruce Springsteen con la cara vecchia E-Street Band, in attesa dell'album (che si chiamerà Magic) in uscita a fine settembre.
Fino alla fine di questa settimana lo potrete scaricare gratuitamente (ottima scelta, complimenti!) da questa pagina di repubblica.it.
E inoltre il 10 settembre escono i biglietti per la data di Milano del 28/11.

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tuffo di ivanhawk | 15:18 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Giovedì 12 Luglio 2007
Si vede dal mattino
musica

Poi magari si rivelerà la solita fuffa, ma una radio che apre le sue trasmissioni con i Ramones e mette What's the frequency, Kenneth? dei R.E.M. come terza canzone in assoluto della sua programmazione, per me parte con il piede giusto.

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tuffo di ivanhawk | 12:09 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Giovedì 14 Giugno 2007
Bollito al Blasco
musica
Ha inciso la pirateria che è un furto ma viene affrontata in modo blando. E non le ha fatto bene la campagna per abbassare il prezzo dei cd... eppure non sento mai dire che un jeans di Dolce & Gabbana costa troppo. Le radio sono un misto di esterofilia e non si sforzano di far ascoltare la musica italiana

Le parole qui sopra sono di Vasco Rossi (che parla del suo prossimo disco), e sono la definitiva conferma (se ce ne fosse ancora bisogno), di quanto sia bollito e di quale, al momento, sia il suo vero interesse.

È un vero peccato, perché vedere uno dei migliori rappresentanti della musica italiana ridotto così fa tristezza.

Continua a leggere "Bollito al Blasco"

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tuffo di ivanhawk | 16:34 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Lunedì 21 Maggio 2007
È stata dura ma ce l'abbiamo fatta
musica

Finalmente stamattina ho ricevuto la busta di Play.com con il nuovo cd di Laura Veirs. L'avevo ordinato il 24 marzo scorso (appena uscito) e, dopo tre settimane di attesa ho dovuto riordinarla, visto che non mi è mai arrivata. Se qualcuno l'ha presa durante il percorso, spero che il disco gli sia piaciuto. Una volta accertata la sparizione Play.com mi ha spedito una nuova copia, che ho ricevuto nei tempi previsti, salvo il fatto che nella busta ho trovato (no less!) Oral Fixation Vol.2 di Shakira. Perciò riimbusta tutto, rispedicilo indietro, aspetta che lo ricevano, cerca di avere notizie parlando via Skype con un addetto senza capire una parola, ricevi la nuova e-mail di conferma e, stamattina la busta con - finalmente - il disco giusto.

Spero che ne sia valsa la pena, ma se mi devo sbilanciare, a un primo e parziale ascolto, direi di sì. Se poi la buona Laura decidesse di venire a suonare a Roma, uno di questi giorni...

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Lunedì 22 Gennaio 2007
I dischi di una vita: Le radici e le ali
musica

gang_d4.jpgCi sono alcuni dischi che si intrecciano con la tua vita in maniere assolutamente imprevedibili, e che lasciano tracce di sé nei posti più strani: nella mia vita un ruolo di questo genere lo ricopre Le radici e le ali dei Gang. È uno di quei dischi che chiudono i cerchi, che ti danno un senso di completezza karmica.
La prima volta che l’ho sentito doveva essere uscito da poco – se non ricordo male su una cassetta scordata da mio cugino a casa mia – mi ha fatto entrare in uno di quei trip assoluti che capitano con certe canzoni: Bandito senza tempo è passata a ripetizione nel mio stereo per un sacco di tempo, lasciandomi ogni volta rapito da quei suoni in cui il rock come lo conoscevo fino a quel momento si mischiavano a strumenti usciti dalla tradizione della musica popolare marchigiana.
Flash-forward a qualche anno dopo: sto preparando l’esame di letteratura anglo-americana su Bruce Springsteen (di cui ho già parlato) e decido che, visto che si parla di musica, un paio di canzoni non in programma possono fare al caso mio: la scelta cade su Il ritorno di Paddy Garcia dei Modena City Ramblers e (guarda caso) su Bandito senza tempo dei Gang: l’esame va ottimamente, sospetto grazie anche alla mia scelta e, piccola nota aggiuntiva, il breve testo introduttivo di Le radici e le ali è scritto (guarda caso) da Sandro Portelli, il professore con cui stavo dando l’esame. Per la serie quando gli anelli si chiudono.
Flash-back a qualche anno prima: i Gang suonano al Frontiera, glorioso locale ormai scomparso sull’Aurelia. Al termine del concerto riesco a prendere una scaletta e chiedo a Marino (il cantante) di autografarmela. Marino mi invita a salire in camerino e lì vedo la sua bellissima chitarra acustica a dodici corde. Sfacciataggine di gioventù, gli chiedo se posso provarla e lui mi dice di sì. Strimpello per qualche minuto Socialdemocrazia mentre la band mi firma il foglio e poi saluto, non prima di sentire Marino che mi dice di mandargli una mia versione della canzone. Nei mesi successivi preparo una cassetta (all’epoca l’mp3 era ancora nel mondo dei progetti non realizzati) con 3 pezzi: la succitata Socialdemocrazia, (guarda caso) Bandito senza tempo – a cui avevo aggiunto una intro di Figli della stessa rabbia della Banda Bassotti, e l’unica canzone che io abbia mai scritto, cantata dalla mia amica che ora vive in Australia. A un concerto successivo vado a salutare Marino e gli chiedo se ha ricevuto la mia cassetta. Mi risponde di sì e mi dice anche che aveva registrato una sua versione della mia canzone. È stato il punto più alto della mia carriera musicale, anche se non ho mai sentito com’è venuta, visto che non mi è mai arrivato il nastro. Purtroppo.
Flash-forward a oggi: come dicevo in un altro post, i miei gusti si stanno sempre più orientando verso la riscoperta delle radici musicali americane e Le radici e le ali occupa ancora (e forse ancora di più) un posto centrale nella mia discografia ideale. Il suo rock potente e senza fronzoli che si mischia ai canti popolari, ai cori e alle fanfare della tradizine italiana, i testi duri, schierati e poetici, continuano a raccontare storie attuali e vive, in un paese che è uscito da cinque anni come gli ultimi che abbiamo vissuto. E Bandito senza tempo è ancora una delle mie canzoni preferite. Guarda caso.

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tuffo di ivanhawk | 16:26 | permalink | commenti (1) | trackback (0)

Martedì 9 Gennaio 2007
You could hear John Henry's hammering
musica

Finalmente.
Dopo un sacco di tempo riesco finalmente a pubblicare anche qui qualcosa delle Session Voices. Il video viene da Youtube e non si resce ad apprezzare a pieno la qualità delle voci, ma per farvi un'idea è più che sufficiente. Perciò a voi John Henry.

Il brano è tratto dal concerto 7 ottobre scorso al Teatro Colosseo, in occasione della giornata di studi su Bruce Springsteen.
Se vi va, il 17 di gennaio le Session Voices saranno al Big Mama, con i Backstreets.

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tuffo di ivanhawk | 11:33 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Giovedì 4 Gennaio 2007
Le ironie della sorte
musica

Più cresco più i miei gusti musicali si ammorbidiscono. Da rockettaro che ero mi sto lentamente, complice Bruce Springsteen, in appassionato di country e folk americano. Al momento mi sto godendo in maniera esagerata l'ultimo disco che mi è stato regalato, cioè il (purtroppo) postumo American V del grande Johnny Cash. Un disco di una enrome potenza drammatica con la voce asciutta e bellissima dell'Uomo in neri che rilegge canzoni della tradizione e del presente. Consigliatissimo.
Ma, ogni tanto, un po' del mio vecchio io riemerge e, a volte, lo fa in modi strani e inaspettati. Al liceo ho passato mesi interi a discutere con un mio amico su chi fosse meglio tra gli U2 e i Metallica: ovviamente il risultato finale è stato che nessuno dei due ha cambiato idea. Però ironia della sorte, al momento, dalle casse del mio stereo sta uscendo a trutto volume, come si conviene in questi casi, il potentissimo (e splendidamente prodotto, aggiungerei) Black Album di Hetfield, Ulrich & Co. A risentirlo ora è (per uno che non è mai stato un metallaro) un ottimo album, probabilmente la migliore sintesi tra la cattiveria elitaria originale e l'apertura verso il "pop" che ci si possa aspettare, tra il circolo chiuso dei fan e i grandi numeri del pubblico mainstream. Alcuni pezzi sono ancora un po' troppo "pesi" per i miei gusti, ma la scarica di adrenalina all'attacco di Enter Sandman o di Sad but true hanno pochi simili nel mondo della musica.
Sono ancora convinto che nel complesso gli U2 siano meglio, ma tra il Black Album e All that you can't leave behind mi prendo il primo tutta la vita.
Ma non fatelo sapere a Marcuza...

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Lunedì 6 Novembre 2006
La rivoluzione non russa
musica
Giovedì 9 Novembre - ore 21

LOCANDA ATLANTIDE
Via dei Lucani 22b

Concerto di sottoscrizione
"IL CIRCOLO GIANNI BOSIO PER IL MANIFESTO"
con la partecipazione di:

Sara e Gabriele Modigliani
Piero Brega
Session Voices
Dario Toccaceli con il trio De Simone, Martinez, Kasirossafar
Sylvie Genovese
Ambrogio Sparagna e la BOSIO BIG BAND

Interverrà Gabriele Polo

Sottoscrizione libera a partire da 10 euro
Info: 06/68135642

Io sarò li.

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Domenica 8 Ottobre 2006
A rock 'n' roll baptism
musica

Ieri sera ho scoperto per l'ennesima volta che la musica è magia. Prendi una cover-tribute band solida e capace, un rocker mediamente noto, ma con una buona base di fan e un coro e mettili insieme sul palco. Il risultato è uno concerto bellissimo. Una serata in cui si sentiva forte l'amore per la musica, la voglia di divertirsi e di suonare insieme. È in momenti come questi che io, da modestissimo strimpellatore di chitarra che di recente ha ricominciato a suonare con un po' di regolarità, provo invidia e ammirazione e penso che se mi capitasse di fare una serata da qualche parte, vorrei che fosse così. Una serata in cui hai una scaletta, ma sei pronto a improvvisare se ti va e in cui chiunque sale sul palco parla la tua stessa lingua.
Il mio grazie per la serata va perciò ai Backstreets e a Marco Conidi. Menzione d'onore per le Session Voices, le voci più nere che abbia mai sentito da persone con la pelle bianca, vera rivelazione della serata, che, con soli 10 giorni di prove sulle spalle hanno messo su un'esibizione magnifica.

E penso che, in quel di Perugia, al Boss abbiano fischiato le orecchie.

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Venerdì 6 Ottobre 2006
Si parla del Boss
musica

Se domani siete a Roma e, come me, amate Springsteen, io dico che non ve lo dovete perdere.

My Hometown. L’America di Bruce Springsteen
4-20 ottobre, Circolo Gianni Bosio, via di sant’Ambrogio 4: “Bruce Springsteen: il corpo, i luoghi, la memoria”. Mostra fotografica di Giovanni Canitano e Francesco Virlinzi. La mostra sarà aperta dal martedì al venerdì dalle 17 all 20.

7 ottobre, Teatro Colosseo, via Capo D’Africa 7
ore 10: “Bruce Springsteen: il rock come liberazione”, tavola rotonda con Adriano Labbucci, Gino Castaldo, Marco Conidi, Antonella D’Amore, Samuele Pardini
ore 16: “Bruce Springsteen: tra storia e storie”, tavola rotonda con Daniel Cavicchi, Alberto Crespi, Marco Lodoli, Alessandro Portelli
ore 21: Concerto: “Cover Me”, con Marco Conidi, The Backstreets. Ingresso libero. Per informazioni: 0667662604

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Giovedì 10 Agosto 2006
Suzanne - Beyond mp3
musica

Forse non tutti sanno che la musica coma la conosciamo oggi deve moltissimo a Suzanne Vega. Senza la sua (bellissima, ma io sono di parte) voce, l'mp3 non esisterebbe. Karlheinz Brandenburg e Jürgen Herre, i due ingegneri che hanno messo a punto il formato di compressione che oggi tutti conosciamo e scambiamo più o meno legalmente, hanno usato come base ottimizzare i loro algoritmi la voce di Suzanne in 'Tom's Diner'.

Una settimana fa Suzanne Vega è stata protagonista di un'altro evento 'epocale' per la musica e internet. È stata la prima artista a esibirsi live in forma di avatar in uno studio virtuale di un mondo chiamato Second Life. Qui sotto trovate l'intera trasmissione.











(mi sa che è inutile dirlo, ma la fonte è come sempre inkiostro)

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Lunedì 31 Luglio 2006
Intro-Inspection, ovvero il mash-up definitivo
musica

Prendete 101 famose canzoni dela storia della musica, tagliate tutto conservando solo gli inizi, mischiate tutto in un unico pezzo. Il risultato secono Osymyso è questo.


Su Wikipedia la lista completa dei brani usati.

(è quasi pleonastico dirlo, ma è via inkiostro)

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Martedì 18 Luglio 2006
Sinceramente
musica

MI auguro che qualcuno abbia spiegato ai Depeche Mode (e anche ai Franz Ferdinand) che Seven Nation Army ha assunto un significato diverso da queste parti, e che è qualcosa di più di una canzone dei White Stripes.

Non deve essere bello per un gruppo che ha appena finito una canzone sentire il pubblico cantare una canzone di qualcun altro. Ho come l'impressione che il pubblico dello Stadio Olimpico di ieri sera non abbia fatto una grandissima figura, in quei momenti. Mah...

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Martedì 11 Luglio 2006
Shine on
musica

You crazy diamond

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Venerdì 7 Luglio 2006
I dischi di una vita: The ghost of Tom Joad
musica

È abbastanza evidente per chi mi conosce e, credo, anche per chi mi legge qui come da un po’ di tempo a questa parte sia, come si dice a Roma, a rota de Springsteen. Tanto che giusto ieri ho comprato (a caro prezzo, aggiungerei) i biglietti per il mio terzo concerto in due anni, e il sesto in assoluto. Questa mia militanza è iniziata prestissimo: il concerto dello Stadio Flaminio del Tunnel of Love Tour del 1988 è stato il mio secondo concerto della vita, pochi giorni dopo quello di Michael Jackson, e me lo ricordo come una sorta di maratona di musica in cui dopo circa quattro ore noi sul prato eravamo stremati e Bruce sul palco faceva ancora le capriole. Da quel momento in poi ho iniziato a seguire i passi di del Boss, con un certo interesse, senza però raggiungere gli “eccessi” che ho avuto con gli U2, almeno fino a quando non mi sono trovato a seguire un corso di Letteratura Anglo-Americana in cui tra i testi era presente, accanto a Furore di Steinbeck, quel capolavoro di The ghost of Tom Joad. Da quel momento ho capito che c’era decisamente qualcosa in più nella musica di Springsteen. Le storie raccontate in quel disco sono le storie di immigrati clandestini, di poveri, di pescatori che dal Vietnam sono arrivati negli Stati Uniti per rifarsi una vita. E sono anche la storia di una nazione, dei suoi contrasti, dei suoi conflitti, della voglia che quelli rimasti indietro hanno di ottenere ciò che spetterebbe loro di diritto, che vedono in TV o che sentono alla radio. Sono il sogno americano come lo vivono in molti.
Fino a quel momento non credevo che una canzone, un disco, potessero avere un tale valore letterario, che va ben oltre la musica, i gusti, e anche oltre la semplice denuncia sociale.
Oggi la mia conoscenza della musica e del mondo di Springsteen sono molto maggiori di quando ho sentito la prima volta The ghost of Tom Joad, posso dire che questo non è il suo miglior disco, né il mio preferito, ma forse è il più importante, almeno per me. È il disco che mi ha fatto ascoltare la musica per la prima volta in maniera diversa, e che mi ha anche fatto capire quale dovrebbe essere il lavoro dello studioso (non provate a farmi dire critico, per favore): capire qual è la rete di connessioni tra un’opera e il mondo in cui questa è nata.
A partire da una canzone si può capire un pezzo (piccolo, forse) di un paese, di una cultura, di noi. In The ghost of Tom Joad ce ne sono 13, ma valgono almeno per due.

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Venerdì 23 Giugno 2006
Piccolo quesito musicale a uso interno
musica

Sono un po' di giorni che sto ascoltando a ripetizione il concerto di Milano di Springsteen con la Seeger Sessions Band (qui maggiori informazioni) e mi è sorta una domanda: ma quanto è bella laversione di If I should falla behind fatta a "valza" (come ha detto lui)?

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Lunedì 15 Maggio 2006
The Seeger sessions: una festa d'altri tempi
musica

Prima di tutto il live: chi non c'era non può capire. Una festa. Una riunione di vecchi amici. Un grande musicista, intrattenitore, personaggio, che diverte gli spettatori e che (soprattutto) si diverte a sunare per tre ore filate. Undicimila persone che saltavano ballavano e cantavano canzoni che hanno sulle spalle mezzo secolo, bene che va, ma che sentite uscire da quell'impianto di amplificazione suonano come se fossero state scritte ieri, tanta è la loro forza. Dalla mia posizione in gradinata laterale ho potuto vedere (forse per la prima volta nella mia vita) il pubblico di un concerto rock – di solito preferisco starci dentro – e vedere i movimenti, i salti e le braccia alzate di quelli (più fortunati di me) che erano nel parterre ha aggiunto qualcosa, anche se mi mancava abbastanza il sudore e lo stare schiacciato. Musica robusta dall'inizio alla fine, da Jesse James a Buffalo Gals, passando per Johnny 99, una meravigliosa versione valzer di If I should fall behind e la mia preferita del disco, Mrs. McGrath, accompagnata dai rintocchi del tamburo. Una serie di strumentisti eccellenti. E una grande notizia: (almeno) un nuovo concerto in Italia, in autunno. E già si sono scatenate le voci che vogliono in uscita un nuovo album di inediti e la E Street Band pronta a tornare in strada. Vedremo.
Il disco: bello, forte e vero. Lo dice lo stesso Boss: suona come musica che viene fatta, non suonata. La sua grande forza è proprio quella di essere registrato live e con pochissime sovaraincisioni (solo i cori, credo). L'atmosfera che si respira è la stessa del concerto, un'attualissima festa d'altri tempi . La tradizione musicale americana (di cui Pete Seeger è, insieme a Woody Guthrie, il padre e il nume tutelare) vive e lotta insieme a noi, verrebbe da dire. Così al volo penso il vecchio ragazzo che voleva tagliare i cavi della chitarra elettrica di Bob Dylan con l'acetta è contento di come le sue canzoni sono tornate a vivere nel nuovo millennio.
Un'ultima cosa: per chi fosse interessato a conoscere qualcosa di più sulle canzoni di We shall overcome, leggete qui. Sandro Portelli ne sa molto più di quanto io potrei mai. L'articolo viene (credo) da il manifesto.

(Grazie a rcifit per la foto)

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Sabato 18 Marzo 2006
I dischi di una vita: 99.9°F
musica
99.9°F

La mia storia d’amore con la musica di Suzanne Vega inizia come sono iniziate alcune delle mie altre storie d’amore musicali più importanti: su Videomusic. E mi trovo ancora una volta a dover ringraziare Larry Bolognesi e le sue trasmissioni (On the Air e Moka Choc) per aver formato una buona parte della mia cultura musicale. Molte delle seconde serate che passavo a casa, nei primi anni ’90 avevano come sottofondo la musica e le parole del buon Larry, che passava video infinitamente più “alternativi” di quelli che di solito si vedono oggi.
Uno di questi video aveva come protagonista questa cantante rossa di capelli, che avevo già sentito nominare, e di cui avevo una canzone registrata dalla radio da un mio compagno di classe. In questo video questa ragazza cantava e suonava la chitarra in una stanza d’albergo: una canzone con la strofa delicata e malinconica che esplodeva in un ritornello molto più energico, ma altrettanto malinconico. Ne sapevo poco, ma ero ipnotizzato da quella canzone. E fui ancora più ipnotizzato dal video successivo: una canzone breve (più o meno due minuti e mezzo) con un basso ossessivo, una batteria elettronica e la voce elaborata elettronicamente.
In Liverpool e Blood Makes Noise. Due anthem della mia vita, la seconda e la terza traccia del miglior disco di Suzanne Vega, poco più di sei minuti di poesia, in un album che, per chi conosce Suzanne Vega, ha un suono completamente diverso da quelli che l’avevano preceduto.
L’acquisto del cd da cui queste due canzoni provenivano, 99.9°F, segna l’inizio della mia passione per Suzanne Vega, e anche l’inizio di un lungo inseguimento per vederla dal vivo, culminato solo otto anni dopo, nel 2000, quando finalmente andai a un suo concerto, sulla spiaggia a Bagnoli. Mi ricordo poco di quella sera, perché l’ho passata in uno stato di trance mistica, completamente rapito dalla voce sottile e dalla chitarra di quella ragazza con i capelli rossi che si esibiva con il solo accompagnamento di un basso.
Con gli anni ho imparato a conoscere meglio la musica di Suzanne Vega, e ho avuto anche la fortuna di conoscerla personalmente, e non ho mai smesso di apprezzare le sue qualità. Le sue canzoni sono storie, immagini, in cui la musica e i testi non si scavalcano ma formano una miscela magica, liquida (if sand waves were suond waves what song would be in the air now? canta un’altra canzone di 99.9°F) in cui la somma è enormemente maggiore delle sue singole parti, e da cui proviene un’energia che è difficile spiegare, che va sentita per essere capita.
E che per me è nata ascoltando 99.9°F.

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tuffo di ivanhawk | 11:00 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Venerdì 17 Marzo 2006
Press Play on Tape
musica

Stavo scrivendo un post su Suzanne Vega (che, se finisco, pubblicherò domani) ma poi internet mi ha portato su YouTube, e ho deciso di fare una prova.
E, per fare una prova, cosa c'è di meglio che un bel video di Laura Veirs?

(Ovviamente per farlo partire premete Play)

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tuffo di ivanhawk | 12:56 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Lunedì 13 Febbraio 2006
Galaxies pour down my cheeks
musica

Laura Veirs sta diventando una mia piccola ossessione. Il suo Year of Meteors è uno dei miei dischi dell'anno e a New York ho comprato l'album precedente, Carbon Glacier, che se possibile è ancora più bello. Un verso di Rapture, proprio da Carbon Glacier, è comparso nella colonna qui a fianco.
Ho anche scoperto che è in programma un suo concerto a Milano il 23 febbraio. Il problema è che il 23 febbraio è un giovedì e credo proprio che mi sarà impossibile perdere uno o due giorni di lavoro per esserci. Per quelli di voi che possono sappiate che vi invidio profondamente, che lo show si terrà alla Casa 139 e che i biglietti costano 8 euro più la tessera Arci.
Cercherò di consolarmi ascoltando il concerto che lei e Colin Melvoy hanno registrato per la NPR (c'è anche la possibilità di scaricarlo).

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tuffo di ivanhawk | 12:06 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Giovedì 8 Dicembre 2005
La mia folkie dell'anno
musica
Year of Meteors

Questa è la definizione - che trovo pienamente condivisibile - che inkiostro dà di Laura Veirs. Il suo Years of Meteors è uno degli album più suonati sul mio iPod di questi tempi. Per uno come me che ama Suzanne Vega la sua musica, abbastanza simile a quella della cantautrice di New York ma con quel tanto che basta da suonare fresca e originale e la sua voce non impostata ma molto bella, è una vera e propria boccata di aria fresca.
E proprio su inkiostro ho trovato un link decisamenbte interessante: nove tracce live da uno show per la KCRW. Enjoy!

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tuffo di ivanhawk | 11:12 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Martedì 8 Novembre 2005
I dischi di una vita: The Wall
musica
The Wall

Chiunque abbia almeno un po' la passione per la musica si fa questa domanda: qual è il disco perfetto? Ovviamente ognuno dà la sua risposta, e porta le sue motivazioni. La mia risposta è: per quanto possibile il disco perfetto è The Wall dei Pink Floyd. È il disco, tra quelli che ho sentito e amato, che per tutta la sua durata mantiene il livello 'medio' più alto. Questo non vuol dire che sia il disco che mi piace di più in assoluto (una scelta del genere è impossibile, ma The Wall rientra di sicuro nella cerchia di quelli tra cui scelgo di solito), ma ritengo che come album sia quello complessivamente meglio riuscito in assoluto. Per quel che riesco a ricordare l'ho ascoltato praticamente da sempre, fin da ben prima che iniziassi a interessarmi attivamente alla musica. Ero piccolissimo e mi ricordo che mi esaltavo per le scena dei martelli che camminano del video di Another Brick in the Wall, part 2 che all'epoca passava in televisione. E crescendo ho scoperto anche il resto, cioè il lucido delirio di Roger Waters, del suo rapporto con il padre scomparso in guerra, con la scuola, con la musica, con l'essere parte di un gruppo. Ho scoperto che le canzoni possono diventare veri e propri inni: We don't need no education / We don't need no thoughts control è un classico della rivolta adolescenziale e, più privatamente, Waiting for the Worms è un momento di esaltazione per me e per alcuni dei miei amici. Ho scoperto che la chitarra elettrica può raccontare una storia, e in The Wall David Gilmour lo fa almeno in tre occasioni: Another Brick in the Wall, part 2, Run Like Hell e Confortably Numb. Ho scoperto che un disco che senti da sempre, che spesso senti a ripetizione, di cui conosci a memoria praticamente ogni passaggio, può sempre riservarti sorprese. Ho scoperto che la musica può cambiare il mondo e che una vicenda privata come quella di Roger Waters può diventare il simbolo di un momento storico e che un disco nato per raccontare il male di vivere di una persona può diventare la rappresentazione della fine di un'era, quella della contrapposizione dei due blocchi. Il momento del crollo del muro di cartapesta durante il concerto di Potsdamer Platz del 21 Luglio 1990 a Berlino rappresenta l'inizio di una nuova era, che all'epoca sembrava fatta di pace e speranza. Ho scoperto anche che le canzoni hanno un enorme potere di catalizzatore per le emozioni: era l'11 o più probabilmente il 12 settembre del 2001 e ho sentito per puro caso alla radio Goodbye Blue Sky. Il brivido lungo la schiena che ho avuto non è possibile raccontarlo.
Se questo non è un disco perfetto...

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tuffo di ivanhawk | 11:35 | permalink | commenti (0) | trackback (0)

Venerdì 16 Settembre 2005
I dischi di una vita: Achtung Baby
musica
Achtung Baby

Se nel 1991 volevi registrare un disco di successo c’erano solo due posti al mondo dove andare: Seattle e Berlino. Dalla prima venne fuori il grunge che fece riscoprire a tutti il gusto del rock semplice e diretto, chitarra, basso e batteria.
Berlino nel 1991 era in pieno fermento da caduta del Muro e da riunificazione tedesca e l’est era ancora un luogo strano e sconosciuto, che l’Occidente stava iniziando a (ri)conquistare dopo 50 anni di guerra fredda. Gli anni a cavallo del ’90 sono anche quelli in cui la TV inizia ad avere il peso e l’invasività che oggi conosciamo fin troppo bene. Si stava svegli la notte per seguire la CNN (su Telemontecarlo, mi pare) che trasmetteva le immagini della Guerra del Golfo, che all’epoca non era ancora la prima Guerra del Golfo, e ci si stupiva a vedere le immagini di Peter Arnett che parlava da Baghdad cotto i bombardamenti. E si stava davanti alla televisione, a guardare, come se fosse un film.
In questo contesto uno dei gruppi più famosi del pianeta si apprestava a demolire il proprio mito – e a crearne uno più grande – perciò, per registrare il loro ottavo album decise di andare a registrare a Berlino. E Berlino entrò nel disco. Achtung Baby.
Se mi ricordo bene fu l’ultima cassetta che comprai, prima di passare al supporto digitale, e mi ricordo anche che parlando al telefono con un amico lo descrivevo come “un bel disco. Non un disco degli U2, ma un bel disco.” Da quel momento la mia idea su Achtung Baby è cambiata, diventando decisamente più categorica: è il miglior disco degli anni ’90. Mi riesce difficile ricordare che sensazioni provai al primo ascolto dopo quasi quindici anni, ma immagino che venendo da dischi come The Joshua Tree e Rattle and Hum, in cui il blues la faceva da padrone e in cui dominavano le atmosfere rarefatte, le chitarre distorte e l’oscurità a tratti opprimente fossero un bello shock. La migliore definizione del suono di Achtung Baby l’ha data lo stesso Bono parlando della rasoiata iniziale di Zoo Station: “è il suono di quattro persone che abbattono un joshua tree.” In effetti il sapore di questo disco è di latta, plastica e cuoio, i messaggi sono molto più obliqui che nei dischi precedenti e da gruppo con tendenze misticheggianti e messianiche, gli U2 diventano, o meglio giocano a diventare, il simbolo degli anni del disimpegno, “scivolando lungo la superficie delle cose.” In realtà i contenuti di Achtung Baby sono pesantissimi e spesso tuttora attuali (basti pensare ai temi della comunicazione) e lo ZooTV Tour che ha seguito il disco ha anticipato (o ha creato?) spunti, riflessioni e idee che tuttora ci portiamo dietro. Da quel lontano Novembre 1991 io non ho smesso di portarmi dietro Achtung Baby in ogni forma, cassette, cd, video, mp3 e l’ho sentito infinite volte, scoprendo quasi ogni volta qualcosa che fino a quel momento non avevo sentito, e che aggiunge profondità e piacere. Mi ha “accompagnato” attraverso tantissimi momenti belli e qualcuno brutto. Per molti versi, ha fatto da sfondo ad alcune amicizie importanti. E non solo non mi sono stancato, ma me lo godo ogni volta (quasi) come la prima, sapendo che è un disco degli U2. Anzi, forse è il disco degli U2.

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Giovedì 25 Agosto 2005
Uno, dos, tres, catorce! - Le foto
musica

Come promesso, pubblico qualche foto del concerto degli U2 dello scorso 23 luglio all'Olimpico. L'autore non sono io, ma mio cugino Eagle, che era in una posizione decisamente migliore della mia e che (soprattutto) era dotato di macchina digitale.
Mi scuso in anticipo con chi ha una connessione lenta.

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tuffo di ivanhawk | 12:14 | permalink | commenti (0) | trackback (0)